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Le differenze fra un coworking base community ed un coworking generalista.

Parliamo di coworking

La modalità di lavoro denominata “coworking” ha subito un’importante impennata negli ultimi anni in termini di utilizzo nell’ambito professionale ma anche nella vita di tutti i giorni. Numerosi sono i riferimenti ad un sistema in netta ascesa che coinvolge un’ampia schiera di persone. Urge però fare chiarezza sulle differenze di base che corrono fra attività private che creano spazi pensati e strutturati per lo sviluppo del lavoro in coworking e per la creazione di una community, ed i locali condivisi da professionisti per abbassare i costi e rendere sostenibile la propria attività.

Andiamo ad analizzare queste diverse realtà.

postazioni di lavoro in coworking di Wide Open Coworking

Il coworking generalista.

Un’iniziativa del genere nasce da un’esigenza fondamentalmente economica: gestire i costi di un ufficio in solitaria risulta, nella maggior parte dei casi, difficoltoso. Un ufficio moderno ha bisogno di poche cose per essere produttivo ma queste hanno spesso dei costi di gestione mediamente alti; ecco che allora il proverbio  “l’unione fa la forza” trova perfetta aderenza pratica. Un professionista intenzionato ad investire su un ufficio può cercare di contattare altri professionisti di sua conoscenza (ma non solo) per rendere l’ambiente destinato alla propria attività sostenibile, procedendo con una divisione delle spese sull’affitto, l’arredamento e le utenze. Ognuno di loro avrà uno spazio concordato e definito. È un sistema che abbatte notevolmente i costi e innesca collaborazioni professionali qualora i settori possano trovare terreno fertile. Non c’è necessariamente uno standard e le responsabilità sono solitamente equamente divise.

Il punto debole del sistema è l’eventuale uscita di scena di uno dei coworker, ciò provocherebbe un’immediata impennata dei costi di gestione sul singolo e si renderebbe immediatamente necessaria la ricerca di nuove figure da includere nella famiglia. In un sistema del genere, qualora si disponesse di sale abbastanza grandi e accoglienti, potrebbero essere tenuti corsi di formazione e workshop inerenti le proprie competenze.

È questo un sistema che lascia largo margine decisionale, innesca collaborazioni, abbatte i costi e crea un ambiente positivo.


Il “Coworking base Community”

Un “Coworking base Community” è innanzitutto una struttura pensata per far si che i rapporti umani e professionali fra le diverse figure presenti al proprio interno siano incentivate al costante scambio di idee e competenze. Le postazioni di lavoro sono dunque collocate in un ambiente open space che permette di avere una condivisione istantaneamente “fisica”.

In uno spazio del genere sono solitamente presenti delle sale riunioni, da poter utilizzare per ricevere clienti o semplici telefonate, e zone relax dove rilassarsi o discutere in maniera informale.
In queste situazioni emerge la figura del coworking manager, che ha il compito di fare da “collante” fra le varie realtà presenti e stimolare alla collaborazione attiva. Deve inoltre saper “coccolare” i coworkers attraverso costanti iniziative che devono creare e sviluppare la cosiddetta community.

Una community è quindi basata sui rapporti umani diretti. Ciò significa che i soggetti coinvolti non dovranno necessariamente collaborare a livello professionale ma dovranno invece essere pronti a vivere l’ambiente lavorativo in un’ottica diversa rispetto agli standard tradizionali. I vantaggi di questa modalità sono da trovare nell’assenza di isolamento, nella sicurezza di avere un costo fisso invariabile per lo sfruttamento dei servizi inclusi, nella possibilità di lavorare a contatto con professionisti di diversi ambiti e che possono incrementare le conoscenze, il giro d’affari, le competenze. Senza dimenticare l’occasione di partecipare ad eventi di formazione promossi dai coworking manager, al costo mediamente basso dei servizi dei quali è possibile beneficiare.

Wide Open Coworking Area Relax

Un nuovo modo di concepire il lavoro

Altro importantissimo compito del coworking manager, figura centrale ed indispensabile, è quello di selezionare e integrare i nuovi arrivati. Per chi è abituato alle modalità classiche di lavoro questo è un passaggio molto delicato, poiché il mondo professionale è sempre stato pensato come una competizione dove le conoscenze vanno segretamente trattenute e mai rivelate.

Oggi, fortunatamente, tutto è cambiato. Ormai è possibile accedere con pochi click a workshop di moltissimi professionisti top al mondo a costi irrisori (siete davvero sicuri di essere i detentori dei segreti della vostra professione? Buttate un occhio qui). L’espansione del concetto di social e di condivisione hanno prodotto un’incredibile quantità di informazioni di altissimo livello, alla portata di tutti.

Tutto questo provoca una velocità di espansione delle conoscenze e dunque del lavoro che mai si è vista nella storia dell’umanità. Oggi è inutile costruire muri dove nascondere se stessi e le proprie conoscenze, diviene invece fondamentale condividerle e riceverle in una sorta di “baratto espansivo”.

Chi lavora in uno spazio di coworking basato sulla community sa benissimo che la concorrenza è un concetto ormai superato, anzi spera di trovare altri professionisti del proprio ambito per allargare le competenze o per collaborare a progetti impossibili da realizzare in solitaria.

Visto dall’interno

All’interno di un sistema del genere possono inoltre generarsi realtà imprenditoriali in numerosi settori.
Al momento la maggior parte degli utenti dei coworking operano nel campo creativo e nel digitale. Grafici, designer, videomaker, fianco a fianco con informatici, web designer, programmatori, etc.. È facile intuire quanto questi due macrosettori siano strettamente connessi e quanto gli spazi di coworking possano stimolare l’incontro fra le parti.

Creando ciclicamente determinate situazioni, entrano in gioco le grandi aziende. Piccole e medie imprese spesso peccano nei processi di “imitazione” dai più grandi, e potrebbero ottenere grossi risultati con il minimo sforzo. Infatti negli spazi coworking delle grandi città, e non solo, sono presenza fissa interi comparti di aziende leader nei propri settori (Microsoft, Google, Apple ecc.).

Perché queste scelgono di operare anche all’interno di ambienti condivisi? Risponderemo considerando la prima esigenza pragmatica: la necessità di stare a stretto contatto con i luoghi dove le idee nascono e muovono i primi passi. Parliamo di tutto un settore in fortissima ascesa, e speriamo di aver fatto chiarezza sui meccanismi che sono all’origine di uno spazio di Coworking a base Community.

Piccola lista di Coworking a base Community:

 

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Categories: Coworking

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